Marigliano (NA) · dal 2012
Cerimonia uomo a Marigliano. Otto linee, da 150 a 1.000 €. Modifiche sartoriali in sede. Millecinquecento abiti l'anno, centocinquanta sposi.
Sono i nomi scritti nella cimosa dei nostri tessuti. Lane leggere, dodici mesi l'anno, tagliate e cucite da laboratori entro trenta chilometri.
La scala va dalla 46 alla 72. Quattordici misure, nessun supplemento su quelle alte: una 62 paga il prezzo della sua linea come una 50.
Sposo: quattro settimane bastano, sei sono comode. Testimone o invitato: due. Le modifiche si prenotano il giorno stesso della prova.
Il listino sta qui sotto, per intero. Otto prezzi, nessuna forbice, nessun preventivo. Quello che leggi è quello che paghi.
Si legge come una carta: dal basso verso l'alto. Ogni riga, un abito intero. Chi entra la mattina e chi entra la sera pagano la stessa cifra.
Sopra il listino c'è la Cave Privée, che si vede solo su appuntamento. Taglie dalla 46 alla 72 dove disponibile. Modifiche sempre escluse dal prezzo dell'abito.
Nessuno si sposa in giacca e pantaloni soltanto. Il resto si compone allo specchio, due kit a prezzo fisso. Nessun conto che cresce mentre provi.
Camicia, cravatta, pochette. Scelte sull'abito che hai addosso, guardate insieme.
Scarpe, cintura, calze. Con l'altro kit esci vestito da capo a piedi.
Prova su appuntamento, store chiuso per un cliente solo. Dalla Millésime in su: entrambi i kit in versione piena, garment bag.
Nessun capo è «tessuto misto» e basta. Qui c'è il nome vero di quello che compri.
Armatura aperta, lascia passare l'aria. È la lana che si porta da marzo a ottobre: pesa poco, riprende la forma, non lucida sulle pieghe.
Fibra finissima, filo leggero, mano morbida. Regge il caldo e la giornata intera. Tiene la piega dei pantaloni e la spalla della giacca senza appesantire.
Cotone finissimo, trama fitta. Il filato della camicia da cerimonia: resta fresco sotto la giacca, tiene la piega tutto il giorno.
Cotone a trama rilevata, disegno in superficie. Più corpo della batista. Dove serve struttura: plastron, sparato, polsini.
Filo lucido, nodo che tiene, luce che corre sul davanti. Cravatte, papillon, pochette. Tagliata in diagonale, come va fatta.
Tomaia e fodera, cintura in tinta. Scarpa e cintura dello stesso tono: la regola che si vede da lontano quando manca.
Lane leggere tutto l'anno: si entra a gennaio e ad agosto e si trova un abito da portare subito. Calze in filo di Scozia, cotone pettinato e mercerizzato.
Non sta a scaffale. Non sta online. Non sta in questa pagina con un prezzo accanto.
È la parte dello store che non passa dalla sala: tagli arrivati in pochi metri, tessuti che il lanificio non rimette in produzione, costruzioni che non replichiamo due volte. Quando finisce un tessuto, finisce quell'abito: non se ne ordina un altro uguale.
Si vede a store chiuso, un cliente alla volta, con le nostre sarte già pronte a prendere le misure. Si fissa per telefono o su WhatsApp, e si arriva sapendo la data del matrimonio. Il prezzo si fa vedere sul tessuto, in mano, non su una tabella.
Un abito da 150 € e uno da 1.000 € passano dalle stesse mani. Cambia il tessuto, non la cura.
La spalla è il punto in cui l'abito si appoggia al corpo. Se è giusta non te ne accorgi mai. Se è sbagliata non c'è modifica che la salvi, e si vede anche a chi non se ne intende. Due per giacca, montate uguali sulla linea d'ingresso e sulla Cave Privée.
Dieci per giacca: quattro per manica, due davanti. Sessanta al giorno di apertura, cuciti uno a uno. È la prima cosa che un cliente tocca quando prende in mano una giacca, e l'unica che si nota davvero il giorno in cui cede.
Quasi sei chilometri in dodici mesi, con il nome del lanificio scritto nella cimosa. Dai telai italiani ai laboratori entro trenta chilometri: una filiera che sta dentro una giornata di macchina, quindi che si controlla di persona e non per email.
Otto linee per quattordici taglie, tenute a scaffale e non a catalogo. Tenerle tutte pronte costa, ed è la ragione per cui chi porta una 62 prova quello che prova una 50 e lo paga uguale, senza supplemento e senza attesa.
Nessuno di questi numeri finisce sul cartellino. Ci finiscono però le modifiche che le nostre sarte eseguono su ogni abito prima che esca: manica, spalla, cavallo, vita, orlo. È la differenza fra un vestito che sembra tuo e uno che sembra prestato, e non si compra a parte.
Il tessuto arriva in pezza. Disteso, lasciato riposare, tagliato sul verso della trama. Sbagliare il verso significa un abito che tira dopo tre ore, e nessuna sarta può rimediare.
Dal taglio escono davanti, dietro, maniche, collo, tasche. La giacca prende forma dall'interno: la tela che dà struttura, le due spalline che decidono la linea, il collo montato per ultimo perché è il primo che si vede. Le maniche arrivano quando il resto già tiene, e portano quattro bottoni ciascuna.
La camicia è un altro mestiere, tutto sui millimetri: collo, polsi, carré, passo dei bottoni. Batista per le cerimonie, piquet quando serve corpo. Cento lavaggi, la stessa forma.
I pantaloni si costruiscono sul cavallo e sulla vita: lì ogni corpo detta la sua misura. La cravatta si taglia in diagonale, sempre. Solo così il nodo cade dritto e la punta non gira.
Alla fine, una stiratura lunga. Nessuno la vede, e decide come l'abito ti sta il giorno in cui lo indossi.
Tra i laboratori che ci lavorano e lo store non ci sono più di trenta chilometri. Filiera dichiarata per iscritto: non una formula, indirizzi che si raggiungono in macchina.
Solo produzione italiana. Nella cerimonia non entra tessuto d'importazione: è il primo motivo per cui il prezzo parte da dove parte.
Confezione in laboratori campani, entro trenta chilometri. Serve una modifica sul modello? Una telefonata, risolta in giornata.
Le scarpe da cerimonia nascono nel distretto casertano. Stesso principio: pochi chilometri, una mano sola.
Le nostre sarte intervengono su ogni abito. È la differenza tra un vestito che sembra tuo e uno che sembra prestato.
Nessun abito esce come è entrato. La taglia giusta è il punto di partenza: la manica va portata al polso, la giacca chiusa sui fianchi, il fondo deciso sulla scarpa che indosserai quel giorno — non su quella che hai ai piedi mentre provi.
Le misure si prendono in piedi, davanti allo specchio, con gli spilli. Si segna, si guarda da lontano, si corregge. Le maniche si accorciano dalla spalla e non dal polso, perché le asole non si spostano e il bottone deve restare dove il sarto lo ha pensato.
Sulla camicia si lavora su fianchi e lunghezza delle maniche. Sui pantaloni: fondo, gamba, cavallo, vita. Sulla giacca si tocca tutto tranne la spalla: quella detta la taglia, ed è il motivo per cui vale la pena provarne tre prima di scegliere.
Il listino delle modifiche è esposto e uguale per tutti. Ma la sartoria non esiste per il listino: un abito ritirato senza prova è un abito che non ricompri.
Vendo abiti da uomo dal 2012. Ho cominciato a San Vitaliano, store ancora aperto. Nel 2026 ho aperto qui la parte che mi interessava davvero: cerimonia fatta bene, a un prezzo che una famiglia normale può permettersi.
Il mio nome sta sull'insegna e sul marchio. Non è vanità: quando un abito non funziona, il cliente sa a chi tornare. In quattordici anni ho visto che si torna per due motivi soltanto — come sei stato trattato, come ti stava addosso. Il secondo dipende quasi sempre dal primo.
Per questo il listino sta scritto e non si tratta. I fornitori restano fuori dalla conversazione. Le linee si mostrano dall'alto: chi entra vede la differenza con i propri occhi e decide da solo dove fermarsi.
Una regola sola: dal listino si sale, non si scende. Vale per tutti. Anche per gli amici.
I termini che sentirai al banco, spiegati come li spieghiamo noi. Servono a scegliere sapendo cosa scegli.
Bavero continuo, senza il dente che divide collo e revers. Il taglio più formale, quello del raso da cerimonia. Da noi compare dalla Cuvée de Prestige in su.
Punte del bavero rivolte verso la spalla. Allunga la figura e alza il registro. Sul doppiopetto è la scelta classica: sulla Tête de Cuvée lo trovi sia a lancia sia sciallato.
Una fila di bottoni contro due file sovrapposte. Il doppiopetto vuole una spalla ferma e va provato chiuso, sempre: aperto non dice niente.
Il punto che decide la taglia. Si costruisce con due spalline montate all'interno, e si sentono premendo sopra la cucitura. È l'unica cosa che una sarta non può correggere in modo invisibile.
Lo strato tra tessuto e fodera che dà struttura al davanti. Più è lavorata, più la giacca segue il corpo invece di appoggiarsi sopra. È il salto che si sente passando alla Cuvée.
Il taglio cucito in cui entra il bottone. Dieci per giacca. Sulle maniche sono spesso chiuse: si aprono su richiesta, ma da quel momento la manica non si accorcia più dal polso.
L'apertura sul fondo della giacca: centrale, laterale o assente. Cambia come cade quando ti siedi e quando tieni le mani in tasca.
La piega cucita che toglie tessuto e dà forma. Dietro sulla camicia, davanti sui pantaloni. Una camicia senza pince su un uomo asciutto sbanda: si aggiungono in cinque minuti.
Il punto dove le due gambe dei pantaloni si incontrano. Alto o basso cambia vestibilità, lunghezza apparente delle gambe e comodità da seduti.
Cotone finissimo, a trama fitta e mano leggera. È il filato delle camicie da cerimonia: sta fresco sotto la giacca e regge la piega tutto il giorno.
Cotone a trama rilevata, con un disegno geometrico in superficie. Ha più corpo della batista: si usa dove serve struttura, per esempio su plastron e polsini.
La camicia da cerimonia formale, con plastron o pieghe sul davanti, pensata per il papillon. In cotone o in raso: due capi diversi, non due varianti dello stesso.
Si taglia sempre di sbieco rispetto alla trama. Solo così il nodo cade dritto e la punta non gira su sé stessa dopo un'ora. Una cravatta che si attorciglia è stata tagliata male.
La custodia in cui l'abito viaggia e aspetta il giorno. Inclusa nella Grande Année: evita che sei settimane di lavoro si giochino su una piega presa in macchina.
Si parte da 150 € con la Brut e si arriva a 1.000 € con la Cave Privée. In mezzo: 200, 250, 300, 400, 500 e 700 €. Sono i prezzi esposti nello store, uguali per tutti.
Tessuto, costruzione della giacca, ore di lavoro a mano. A 150 € hai un abito pulito, di manifattura campana, che veste bene. Dalla Cuvée cambiano spalla e davanti: la giacca segue il corpo invece di appoggiarcisi sopra, e si vede a due metri anche a chi non se ne intende. Dalla Cuvée de Prestige si entra nel raso e nei revers sciallati. Il modo più onesto di capirlo è provarne tre di seguito.
Le prende una delle nostre sarte, in piedi davanti allo specchio, con gli spilli. Si prenotano il giorno stesso della prova e hanno un listino esposto, uguale per tutti.
Dalla 46 alla 72 dove disponibile: quattordici misure, tra le più ampie dell'area nolana. Una 62 paga il prezzo di listino della sua linea come una 50: sulle misure alte non c'è supplemento.
Tra i 1.200 e i 1.500, più 800 camicie, 600 cravatte, 200 papillon, 400 paia di scarpe e 400 cinture. I kit sposo completi sono tra i 120 e i 150. Numeri in crescita da quando il listino è diventato competitivo.
Dieci bottoni su ogni giacca, quattro per manica più due davanti. Due spalline montate. Sui volumi di un anno: quasi seimila metri di stoffa, quindicimila bottoni, tremila spalline.
Batista per la cerimonia: cotone finissimo, trama fitta, mano leggera, sta fresco sotto la giacca. Piquet dove serve più corpo, per esempio su plastron e polsini. In assortimento anche altre trame.
In laboratori campani entro trenta chilometri dallo store, con tessuti di produzione italiana. Le calzature nascono ad Aversa. La filiera è dichiarata per iscritto dai fornitori.
Kit Camicia, 50 €: camicia, cravatta, pochette. Kit Scarpe, 50 €: scarpe, cintura, calze. Insieme all'abito esci vestito da capo a piedi. La Grande Année, 150 €, è la prova su appuntamento dalla Millésime in su: store chiuso per un cliente solo, entrambi i kit in versione piena, garment bag.
Il vertice della scala, 1.000 €: pezzi rari, scelti uno a uno. Non sta a scaffale e non si compra online. Si vede su appuntamento, con il tempo che serve.
Quattro settimane bastano, sei sono comode: servono per scegliere, provare e lasciar lavorare le sarte senza fretta. Per un testimone o un invitato ne bastano due. Da aprile a settembre conviene prendere appuntamento invece di passare di sabato pomeriggio.
È la parte principale del lavoro: dietro ai 120-150 kit sposo di ogni anno ci sono interi gruppi. La scala 46-72 e le otto fasce servono a tenere lo stesso registro su persone diverse: lo sposo in alto, i testimoni a metà, gli invitati sulla Brut, tutti coordinati.
Per entrare e provare no, basta venire negli orari. Serve per la Grande Année e per la Cave Privée. Si fissa allo 081 843 5214 o su WhatsApp.
In Corso Umberto I 232 a Marigliano (NA), sull'asse commerciale del centro. Vengono da Marigliano, Nola, Acerra, Pomigliano d'Arco, Brusciano, Mariglianella, San Vitaliano, Saviano, Cicciano e Casalnuovo di Napoli.
Martedì–sabato 10:00–13:00 e 16:30–20:30. Lunedì solo pomeriggio, 16:30–20:30. Domenica chiuso.
Sì: contanti, bancomat e le principali carte di credito e debito.
Passa, provane tre, decidi allo specchio. L'unico modo che conosciamo per scegliere un abito.